Le ragioni della nascita di ALLEANZA DI CENTRO per la liberta'


Alleanza di Centro nasce con un fine fondamentale: essere una casa per i moderati e i centristi italiani di ogni provenienza. Adc viene alla luce per aggregare, unire idealmente e operativamente tutti coloro che si riconoscono nei valori del popolarismo e del cattolicesimo liberale europeo. La nuova esperienza politica prende le mosse dai fatti del 2006 con l'inizio del lungo cammino che sta portando alla creazione di una grande forza unitaria di centrodestra, popolare, riformista e liberale. Ad essa guardiamo e ci ispiriamo. Intendiamo sostenere il suo cammino e non escludiamo, quando i tempi saranni maturi, di entrarne a far parte integralmente. Il progetto di un partito unico conservatore e liberale italiano si situa nell'orizzonte dei grandi mutamenti politici europei che vede da una parte il PPE e dall'altra il PSE. Siamo convinti che i centristi, eredi ideali della Partito popolare italiano e della Dc che fu di Don Sturzo e De Gasperi, non possano rimanere fuori da tale processo e che abbiano il dovere di apportare il proprio contributo per l'edificazione di un grande partito dei moderati. Il nostro partito vede la luce in un anno cruciale per la storia economica e sociale italiana e globale. E' da poco scoppiata una grande crisi finanziaria che gradualmente si sta tramutando in crisi economica reale anche per le famiglie. Il Governo Berlusconi, impegnato coraggiosamente, nella riforma dello Stato e nel rilancio dell'economia italiana, necessita di appoggio e sostegno. Lo richiede il senso di responsabilita' che ci ha sempre costraddistinto, lo richiede il sentimento di unita' e solidarieta' nazionale che di fronte alle difficolta' unisce e non separa. Le domande delle famiglie e dei giovani italiani necessitano di una politica di centro, intesa quale armonizzazione degli interessi di tutti e perseguimento del bene comune. Ci lasciamo alle spalle le esperienze fallimentari di governo e gestione delle amministrazioni locali del centrosinistra che hanno peggiorato la situazione economica, immobilizzato il Paese e bloccato il cammino delle riforme di cui l'Italia ha bisogno ora piu' che mai. L'Adc anche qui intende dare il suo contributo di idee, impegno e metodo nell'affrontare le grandi questioni del Paese come la fiscalita' per le famiglie, la formazione e la ricerca scientifica, la disoccupazione, la riforma dello Stato, il sostegno al Mezzogiorno nel quale crediamo fortemente come risorsa strategica e serbatoio di intellegenze e professionalita' per l'intera Nazione.

I valori che la ispirano


L'Adc e' fiera di richiamarsi alla grande tradizione popolare italiana dei cattolici liberali, a quella dell'insegnamento sociale della Chiesa e al liberal-conservatorismo. Noi poniamo al centro dell'attivita' politica, sociale ed economica la persona, il suo bene e la sua realizzazione integrale. Siamo convinti con Mises che ogni istituzione sia al servizio del suo bene perche' "la realta' di un tutto sociale consiste nelle azioni degli individui che lo compongono". La persona con la sua ricchezza e la sua responsasibilita' e' il vero motore dello sviluppo e del progresso civile ed economico. Essa, scrive Rosmini nella Filosofia del diritto, e' "il diritto umano sussistente, e' l'essenza del diritto", dunque lo Stato deve limitarsi a riconoscere cio' che gia' e' insito nella sfera della persona umana. La liberta' economica e l'iniziativa privata rappresentano per questo la realizzazione tangibile della liberta' e della responsabilita' dell'uomo. Lo Stato e' chiamato ad esercitare il principio di sussidiarieta'. Come insegna la Dottrina sociale della Chiesa soprattutto nelle encicliche Quadragesimo anno (1931) e Centesimus annus (1991), una societa' superiore (lo Stato) deve sostenere quelle minori ed intermedie (la societa') "in caso di necessita' ed aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune". L'intervento diretto, al contrario, genera assistenzialismo, deresponsabilizza e moltiplica gli apparati e le logiche burocratiche. E' indubbio che guardiamo con interesse alle logiche di mercato in quanto rappresentano meglio la sfera della liberta' della persona, tuttavia, siamo mossi dalla profonda convinzione che esse vadano armonizzate con i principi della giustizia e della solidarieta', ideali che animarono Don Sturzo nella difesa appassionata delle classi meno abbienti. Siamo convinti, dunque, che come la DC realizzo' in Italia nel 1950 la grande Riforma agraria, oggi vada realizzata una grande riforma per il risparmio e il reddito familiare. Noi desideriamo, infatti, che la societa' italiana sia sempre di piu' una societa' di proprietari e risparmiatori perche' attraverso il risparmio e l'acquisizione dei beni, le famiglie possano assicurare ai propri figli benessere e sicurezza sociale. Cio' e' quello che chiamiamo capitalismo democratico. L'Adc intende impegnarsi nella costruzione di una reale laicita' delle istituzioni e della societa' italiana che non confonda la possibilita' per tutti di esprimere e vivere i propri valori nel rispetto della Carta costituzionale e della legalita', con il laicismo. Respingiamo, per questo, ogni tentativo di cancellare o ridurre la sfera religiosa e morale dalla vita pubblica per relegarla nell'ambito privato dei cittadini. Siamo convinti che il progetto liberale trovi nella grande tradizione cristiana del nostro Paese e nella ricchezza della sua cultura che ha plasmato la civilta' europea e occidentale, un ancoraggio etico e valoriale ben piu' forte di qualsiasi relativismo alla moda. Occorre a questo proposito che l'Italia riscopra le virtu' civili ed un'etica pubblica piu' forte e coraggiosa.

Il Mezzogiorno e le piccole comunita'


L'Adc riconosce nel Mezzogiorno una risorsa decisiva per un nuovo sviluppo del Paese aperto al Mediterraneo. Da secoli il Sud e' sfruttato e mal governato eppure e' terra di intellettuali e statisti. Il Mezzogiorno ha bisogno di un vero riscatto che parta dal proprio interno, smettendo una volta per tutte l'abito fatalista e la rassegnazione dovuta a decenni di politiche assistenzialiste, soffocanti e per questo letali. Il Sud deve ritrovare il proprio orgoglio e la propria vocazione economica e sociale non inseguendo modelli di crescita estranei ed improbabili, ma partendo dalle proprie risorse e dalle proprie professionalita'. Esso possiede una grande ricchezza che rappresenta la reale struttura sociale dell'Italia: la provincia e le piccole comunita'. Il nostro partito, che sin dall'inizio nasce come forza di aggregazione di amministratori locali, si impegna a rappresentare sia a livello centrale che territoriale (enti intermedi) le necessita' e le speranze di sviluppo dei cittadini. In questa prospettiva, e' necessario che i cittadini del Sud recuperino una effettiva coscienza di se stessi e siano in grado di riconoscere le responsabilita' di coloro che a livello locale spesso hanno confuso la sfera politica con quella privata o di appartenenza. Siamo convinti che il processo federalista vada attuato nella direzione dell'autogoverno e di una progressiva responsabilizzazione della classe dirigente locale senza perdere di vista il vincolo di unita' e di solidarieta' nazionale che unisce il Paese dal Nord al Sud fino alle Isole. Il Mezzogiorno ha, dunque, bisogno di essere considerato piu' che una "questione" una opportunita' di crescita comune. A tal proprosito, il nostro obiettivo e' quello di favorire un rinnovamento radicale sia metodologico che politico ai problemi di cui e' investito. L'Adc, coltivando un convinto radicamento ideale e territoriale, intende promuovere a tutti i livelli di governo una grande riforma meridionalista nella consapevolezza che il Sud anche se, unito idealmente, si presenta fortemente segnato da varieta' e diversita'.

Trenta proposizioni per la liberta'


1 Noi vogliamo un'Italia forte e giusta. Forte della propria identita'; giusta con tutti i cittadini.

2 Noi vogliamo uno Stato equo e solidale che riconosce a ciascuno la possibilita' di realizzare se stesso, che premia il merito e la competenza, che sostiene il lavoro e l'ingegno.

3 Noi crediamo nel progresso e nella tradizione: nel progresso delle scienze e della ricerca; nella tradizione millenaria della civilta' giudaico-cristiana e nei valori dell'umanesimo integrale.

4 Noi crediamo nell'indipendenza e nel valore della persona umana, nelle sue capacita' e risorse e nell'autonomia da qualsiasi costrizione statalista.

5 Noi crediamo nella realizzazione intellettuale, sociale ed economica di ciascuna persona, nel suo diritto inviolabile alla prosperita' e alla sicurezza

6 Noi crediamo nella famiglia naturale fondata sul matrimonio come cellula di amore e solidarieta'; nella sua funzione etica, sociale e pedagogica e nella libera scelta nell'educazione dei figli.

7 Noi crediamo nella liberta' di culto e nel dialogo tra le culture e le religioni nel rispetto delle proprie prerogative e dell'identita' di ciascuno.

8 Noi crediamo nella salvaguardia della vita in qualsiasi suo momento: dall' origine fino alla sua fine naturale.

9 Noi crediamo nel sostegno e nella rimozione di qualunque ostacolo di natura sociale sulla strada dei diversamente abili.

10 Noi vogliamo una ricerca scientifica rispettosa della vita e della sua dignita'.

11 Noi vogliamo garanzie e tutela per ciascun cittadino da parte dello Stato; il diritto ad essere protetto ovunque si trovi e sentirsi al sicuro nelle propria casa e nelle proprie citta'.

12 Noi vogliamo una giustizia equa e ragionevole nei tempi; un giusto processo per ciascuno e il rispetto e la tutela per le vittime e i loro familiari.

13 Noi crediamo nello sviluppo economico e nell'armonia sociale; in un capitalismo democratico e attento alle necessita' di tutti.

14 Noi crediamo nella libera iniziativa; nell'impresa e nella liberta' del mercato come luogo di crescita e opportunita' per ciascuno.

15 Noi crediamo nel valore del lavoro, nello sviluppo dell'artigianato e dell'agricoltura come strumenti di trasformazione del mondo e di realizzazione della persona umana.

16 Noi vogliamo una burocrazia e uno Stato leggero che serva ai cittadini e non si servi di essi.

17 Noi crediamo nelle grandi Riforme perche' uno Stato che non sa rinnovarsi e' destinato a diventare un impedimento allo sviluppo.

18 Noi crediamo nella prima delle grandi battaglie della nostra societa': la lotta alla disoccupazione e alle poverta'.

19 Noi crediamo nel riscatto del Mezzogiorno d'Italia, nelle politiche a sostegno di un suo reale sviluppo e di una sua crescita economica e civile.

20 Noi crediamo nell'interclassismo e nel sostegno a tutte le categorie: in particolar modo a coloro che vivono in condizioni difficili.

21 Noi crediamo in un fisco a misura di famiglia che vada incontro ai nuclei monoreddito.

22 Noi crediamo nella tutela del risparmio e dei beni dei cittadini.

23 Noi crediamo nel principio della sussidiarieta'; in uno Stato sociale che tuteli i piu' deboli e offra loro garanzie e sicurezza, che si sviluppi in base ai reali bisogni e smetta di essere il luogo dello spreco e degli affari.

24 Noi vogliamo una sanita' che non escluda alcuno e che sia luogo di eccellenza.

25 Noi crediamo nella forza della concertazione tra istituzioni e sindacati, nelle legittime richieste di ciascuna categoria e nella mediazione come strumento di concordia e risoluzione dei problemi.

26 Noi crediamo nella tutela degli anziani e delle fasce piu' deboli: nell'inserimento nel mondo del lavoro dei piu' giovani e nelle loro nuove energie.

27 Noi crediamo in un'Europa giusta ed equilibrata, nell'atlantismo dei Padri repubblicani e nell'amicizia e la cooperazione con gli Stati Uniti d'America.

28 Noi crediamo nell'accoglienza di coloro che cercano una possibilita' nel nostro Paese nel rispetto della legalita' e dei valori nazionali.

29 Noi crediamo nella tutela dell'ambiente e nel dovere di consegnare ai nostri figli un'Italia migliore di oggi.

30 Noi crediamo nei valori del bene comune e del cattolicesimo liberale; in una politica come servizio e costruzione di una societa' a misura d'uomo. Ci riconosciamo nella grande famiglia del centrodestra italiano e in quella del Partito Popolare Europeo.